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Che cos'è l'ipoteca giudiziale?

L’ipoteca giudiziale nasce da un provvedimento del giudice e tutela il creditore in caso di inadempimento. Vediamo come avviene l’iscrizione e la cancellazione dell’ipoteca giudiziale, quali sono i costi, quanto dura e in cosa si distingue dall’ipoteca volontaria e legale.

Martina Moretti
A cura di Martina Moretti

Esperta di prodotti finanziari

giudice donna con martelletto e bilancia tra le mani
Cos'è l'ipoteca giudiziale?

⏰ In 30 secondi:

  • L’ipoteca giudiziale nasce da un provvedimento del giudice;
  • Si iscrive nei registri immobiliari su richiesta del creditore;
  • Dura 20 anni dall’iscrizione e può essere rinnovata per altri 20 anni.

L’ipoteca è un diritto reale di garanzia volto a tutelare il creditore: viene individuato un immobile del debitore su cui il creditore può soddisfarsi in caso di inadempimento.

L’ipoteca giudiziale si distingue dalle altre tipologie di ipoteche perché trae fondamento da una sentenza o da un provvedimento dell’autorità giudiziaria che condanna il debitore al pagamento di una somma o all’adempimento di un’altra obbligazione.

Vediamo nel dettaglio cos’è l’ipoteca giudiziale, come si iscrive, quanto costa e come si procede alla sua cancellazione.

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Quando si ricorre all’ipoteca giudiziale?

L’ipoteca giudiziale è disciplinata dall’art. 2818 del Codice Civile e si differenzia dall’ipoteca volontaria (che nasce per accordo tra le parti) e dall’ipoteca legale (prevista direttamente dalla legge) perché si costituisce solo a seguito di un provvedimento del giudice.

Il titolo esecutivo da cui prende vita può essere una sentenza di condanna al pagamento, un decreto ingiuntivo munito di esecutorietà, una sentenza di separazione o di divorzio, oppure un lodo arbitrale.

Affinché l’ipoteca giudiziale venga effettivamente iscritta è essenziale che il creditore ne faccia richiesta: il provvedimento del giudice, da solo, non basta. Una volta iscritta, l’ipoteca dà al creditore il diritto di soddisfarsi sull’immobile in caso di mancato pagamento del debito.

Come avviene l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale?

La caratteristica più importante dell’ipoteca è la pubblicità: la sua esistenza deve essere conoscibile da chiunque sia interessato all’immobile. La pubblicità si realizza con l’iscrizione ipotecaria nei pubblici registri immobiliari, gestiti dalla Conservatoria presso l’Agenzia delle Entrate del territorio competente.

Per procedere all’iscrizione di un’ipoteca giudiziale occorre presentare:

  • il titolo esecutivo, ossia la sentenza o il decreto ingiuntivo che ha condannato il debitore;
  • la nota di iscrizione con i dati identificativi del creditore e del debitore, l’importo del credito garantito e la descrizione catastale del bene immobile.

Ottenuta la documentazione, la Conservatoria provvede a pubblicare l’ipoteca nel registro, rendendola opponibile ai terzi. In questo modo, un potenziale acquirente dell’immobile verrà a conoscenza del vincolo grazie a una semplice visura immobiliare.

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Quanto costa l’iscrizione di un’ipoteca giudiziale?

L’iscrizione di un’ipoteca giudiziale comporta il pagamento di un’imposta ipotecaria pari al 2% dell’importo per cui si chiede l’iscrizione, a cui si aggiungono l'imposta di bollo e la tassa ipotecaria.

Quanto dura l’iscrizione di un’ipoteca giudiziale?

Per quanto riguarda la durata dell'iscrizione di un'ipoteca, l’art. 2847 del Codice Civile stabilisce che l’iscrizione ipotecaria ha efficacia per 20 anni dal momento dell’iscrizione. Prima della scadenza il creditore può rinnovare l’iscrizione per altri 20 anni. Trascorso il termine senza rinnovo, l’ipoteca decade e per mantenere la garanzia occorre iscriverne una nuova.

Sullo stesso immobile è possibile iscrivere più ipoteche, anche nello stesso giorno: in tal caso si parla di gradi di ipoteca in base all’ordine cronologico delle iscrizioni. Il creditore di primo grado ha la priorità nel soddisfarsi sul ricavato dell’eventuale vendita forzata, mentre i creditori di grado successivo possono soddisfarsi solo dopo che il primo è stato pagato integralmente.

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Come avviene la cancellazione dell’ipoteca giudiziale?

L’ipoteca giudiziale si estingue quando il debitore paga quanto deve al creditore, ma estinzione e cancellazione non coincidono: il pagamento del debito estingue l’ipoteca dal punto di vista sostanziale, mentre dal pubblico registro l’iscrizione resta visibile finché non viene formalmente cancellata. In assenza di cancellazione formale si parla di ipoteca formale, che continua a pesare sul valore dell’immobile.

La cancellazione dell’ipoteca giudiziale, disciplinata dall’art. 2886 del Codice Civile, è una procedura importante per restituire piena commerciabilità all’immobile. Può essere richiesta in quattro casi:

  • estinzione del debito che ha portato all’iscrizione dell’ipoteca;
  • perimento della proprietà, cioè distruzione o perdita del bene su cui pende l’ipoteca;
  • rinuncia del creditore al credito, con dichiarazione formalizzata per iscritto;
  • vendita forzata del bene sottoposto a ipoteca.

Per ottenere la cancellazione possono essere utilizzati due documenti alternativi:

  • atto del notaio: creditore e debitore si recano davanti a un notaio e ufficializzano l’estinzione del debito e la rinuncia all’ipoteca tramite scrittura privata autenticata;
  • sentenza del giudice: il giudice ordina la cancellazione, ad esempio quando il creditore ha rinunciato al credito o quando si è proceduto alla vendita forzata dell’immobile.
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Quali sono i costi per la cancellazione dell’ipoteca giudiziale?

I costi per la cancellazione dell’ipoteca giudiziale sono a carico del debitore e comprendono diverse voci:

  • oneri di cancelleria del tribunale;
  • imposta di bollo;
  • tassa ipotecaria;
  • imposta calcolata sullo 0,5% dell’importo del debito che ha generato l’ipoteca giudiziale.

La cancellazione viene ordinata dal giudice, quindi è necessario completare i vari passaggi previsti dal tribunale competente. I tempi dipendono dal carico di lavoro del singolo tribunale e non sono definiti per legge: orientativamente la procedura si chiude nell’arco di circa un anno. Se il debito è stato saldato integralmente si parla di cancellazione d’ufficio, anche se i tempi restano variabili in base alla sede giudiziaria.

Quali sono gli altri tipi di ipoteca?

Oltre all’ipoteca giudiziale, esistono due ulteriori tipologie di ipoteca:

  • ipoteca volontaria: è la più diffusa e nasce per accordo tra le parti. Il proprietario del bene la iscrive intenzionalmente a garanzia di un debito. L’esempio principale è l’ipoteca sulla casa per la stipula di un mutuo;
  • ipoteca legale: prevista direttamente dalla legge nei casi indicati dall’art. 2817 del Codice Civile. Può essere iscritta anche contro la volontà del debitore, come accade ad esempio quando il venditore di un immobile non viene pagato dall’acquirente.

Nel caso del mutuo casa, l’ipoteca volontaria è uno strumento standard che la banca utilizza per garantirsi il rimborso del prestito. Confrontare le offerte permette di trovare le condizioni più convenienti per il finanziamento.

Capire come funziona un’ipoteca giudiziale è importante per chi si trova ad affrontare una procedura di recupero crediti, ma anche per chi sta valutando l’acquisto di un immobile, perché un vincolo ipotecario non cancellato può compromettere il valore e la commerciabilità del bene.

Per chi invece sta pianificando l’acquisto di una casa con un mutuo, è possibile confrontare le migliori offerte di mutuo proposte dai principali istituti di credito di vaxqenorli.pro e trovare il finanziamento più adatto, in pochi minuti, in modo gratuito e senza impegno.

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