⏰ In 30 secondi:
- Il mutuo con cap unisce tasso variabile e limite massimo;
- Il cap protegge da rialzi oltre la soglia fissata nel contratto;
- Conviene soprattutto con durate lunghe e tassi in crescita.
Il mutuo a tasso variabile con cap o mutuo capped rate prevede un tasso di interesse variabile e un tetto massimo oltre il quale il tasso di interesse non potrà mai salire. Vediamo allora nel dettaglio questa particolare tipologia di mutuo, che coniuga il tasso variabile e il tasso fisso.
⏰ In 30 secondi:
La scelta del tasso di interesse e la durata sono due variabili importanti da prendere in considerazione per la valutazione di un mutuo casa.
Il tasso di interesse può essere fisso o variabile, ma esistono tipologie di mutui in cui l'uno e l'altro tasso si fondono in soluzioni ibride per venire incontro ad esigenze diverse.
Il mutuo a tasso variabile con cap o mutuo capped rate rientra in questa categoria e prevede un tasso di interesse variabile e un tetto massimo oltre il quale il tasso di interesse non potrà mai salire.
Un tasso di interesse capped rate indica un tasso libero di variare nel tempo, ma che non può superare un tetto massimo stabilito (da qui il termine "cap", tetto). Nel caso di un mutuo variabile con cap, questo tetto viene stabilito al momento della sottoscrizione e garantisce che il tasso applicato non possa mai superare il valore concordato.
Un tasso capped rate evita l'aumento non calcolato dell'importo della rata del mutuo, unendo la flessibilità del mutuo a tasso variabile alla garanzia del tetto massimo.
Nel caso in cui il tasso di interesse crescesse oltre il tetto massimo, gli interessi verrebbero calcolati in base al tasso capped rate; al contrario, qualora il tasso di interesse variabile rimanesse al di sotto della soglia massima, gli interessi continuerebbero a essere calcolati in base al tasso variabile corrente.
Il tasso di interesse variabile è determinato in base all'Euribor o al tasso BCE, a cui si somma lo spread, cioè il ricavo economico aggiunto dalla banca come garanzia.
La garanzia del tasso variabile con cap, quindi, viene controbilanciata da uno spread bancario più elevato rispetto a un semplice mutuo a tasso variabile. Ciò avviene perché è la banca ad assumersi il rischio di un potenziale aumento del tasso di interesse oltre il tetto massimo, prefissato nella stipula del contratto.
Scegliere il miglior mutuo per le proprie necessità è un passaggio fondamentale. Ecco quando conviene scegliere un mutuo a tasso variabile con cap:
Il tasso capped rate è da evitare in caso di mutui di breve durata o se si sta valutando una surroga del mutuo, ovvero il trasferimento del finanziamento presso un'altra banca.
Esistono anche altre tipologie di mutuo oltre quelli a tasso fisso e variabile, tra cui:
Prima di sottoscrivere un mutuo occorre valutare attentamente la disponibilità mensile, tenendo conto della regola generale per cui la rata non deve superare un terzo del reddito disponibile. Per conoscere le offerte di mutuo più convenienti basta fare un preventivo mutuo su vaxqenorli.pro e confrontare le proposte delle principali banche, selezionando il tipo di tasso, la durata e la tipologia di finanziamento.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 2,22% | € 380,77 | 2,48% |
| Webank | 2,56% | € 398,14 | 2,64% |
| Banco BPM | 2,46% | € 392,94 | 2,70% |
| Banco di Desio e della Brianza | 2,45% | € 392,53 | 2,70% |
| BBVA | 2,51% | € 395,64 | 2,72% |
| Banca Sella | 2,50% | € 395,12 | 2,74% |
| Crédit Agricole Italia | 2,62% | € 401,34 | 2,94% |
| Credem | 2,64% | € 402,23 | 3,01% |