⏰ In 30 secondi:
- TAN = interessi sul capitale finanziato.
- TAEG = interessi + costi obbligatori del mutuo.
- Per scegliere, confronta il TAEG e verifica quali spese include.
TAN e TAEG (o ISC) aiutano a capire quanto costa davvero un mutuo. Il TAN misura solo gli interessi, mentre il TAEG include anche le spese obbligatorie, come istruttoria e perizia. In questa guida trovi differenze, voci incluse e criteri per confrontare le offerte.
⏰ In 30 secondi:
Il TAN (tasso annuo nominale) indica il tasso di interesse applicato al capitale del mutuo e descrive il costo degli interessi.
Il TAEG (tasso annuo effettivo globale) indica il costo complessivo annuo del mutuo, perché somma al TAN anche le spese obbligatorie legate al finanziamento.
Nei mutui, il TAEG è spesso indicato anche come ISC (indicatore sintetico di costo).
Se devi confrontare due offerte, il parametro più utile è in genere TAEG/ISC, purché le condizioni siano confrontabili.
La differenza tra TAN e TAEG/ISC è semplice: il TAN guarda solo al prezzo del denaro (gli interessi), mentre il TAEG/ISC prova a rappresentare il costo “tutto compreso” del mutuo su base annua, includendo anche le spese necessarie per ottenere il finanziamento.
Il TAN è utile per capire quanto pesa il tasso sul rimborso.
Il TAEG/ISC è utile per confrontare offerte che, a parità di importo e durata, possono avere costi accessori molto diversi.
Due mutui possono avere lo stesso TAN ma un TAEG/ISC differente per motivi pratici:
Il TAN indica il tasso di interesse applicato al capitale. Non include, di norma, le spese e le commissioni collegate al mutuo.
Non è quindi sufficiente, da solo, per stimare il costo complessivo dell’operazione.
Con un mutuo a tasso fisso, il TAN resta invariato per tutta la durata.
Con un mutuo a tasso variabile, il TAN può cambiare nel tempo perché dipende da un parametro di riferimento e dallo spread applicato.
In entrambi i casi, TAN e TAEG/ISC restano concetti diversi: uno parla di interessi, l’altro di costo complessivo.
Molti mutui usano un piano di rimborso in cui, nelle prime rate, la quota interessi è più alta e poi tende a ridursi nel tempo (piano di ammortamento alla francese). Questo non cambia la definizione di TAN.
Aiuta però a capire perché “avere un certo TAN” non significa pagare la stessa quantità di interessi in ogni rata.
Il TAEG/ISC include, in linea generale, il TAN e i costi obbligatori necessari per ottenere il mutuo secondo le condizioni dell’offerta.
Alcune voci possono essere incluse o escluse a seconda di come sono richieste e strutturate nel contratto.
Per questo il punto chiave è leggere sempre quali componenti concorrono al TAEG/ISC nel documento informativo del mutuo.
| Voce di costo | Di solito nel TAEG/ISC? | Nota operativa |
|---|---|---|
| Interessi (TAN) | sì | è la base di partenza del costo |
| Spese di istruttoria | spesso sì | se necessarie per ottenere il mutuo |
| Spese di perizia | spesso sì | se previste come parte dell'iter |
| Spese di incasso rata/gestione | spesso sì | se applicate in modo sistematico |
| Polizze assicurative | dipende | se obbligatorie o richieste per ottenere l’offerta, tendono a rientrare. Se facoltative, possono restare fuori. |
| Imposte e spese notarili | spesso no | alcune imposte e il notaio non rientrano tipicamente nel costo “del credito” oppure hanno regole specifiche. Verifica nel prospetto. |
L’elemento più delicato, anche in termini di confrontabilità, è la polizza.
Se una copertura è obbligatoria o è di fatto necessaria per ottenere una determinata condizione economica, può incidere sul TAEG/ISC.
Se è facoltativa, può non essere inclusa, ma resta comunque un costo potenziale per il cliente.
Per scegliere tra due mutui, in genere conta di più il TAEG/ISC, perché fotografa meglio il costo complessivo.
Il TAN resta fondamentale quando vuoi capire come il tasso incide sulle rate e come può cambiare nel tempo (soprattutto nel variabile).
La scelta più corretta è usare TAEG/ISC per confrontare e poi leggere le condizioni che spiegano da cosa deriva quel numero.
Non esiste un TAEG “buono” valido per tutti.
Un TAEG/ISC può essere considerato più conveniente quando, a parità di importo, durata e tipologia di mutuo, è più basso rispetto alle alternative confrontabili.
Un criterio semplice è guardare anche lo scarto tra TAN e TAEG/ISC.
Se lo scarto è molto ampio, significa che le spese incidono in modo rilevante sul costo complessivo.
Questo non rende automaticamente l’offerta “sbagliata”, ma richiede più attenzione.
Supponiamo un mutuo da 150.000 € con durata 25 anni.
In questo esempio, lo stesso TAN indica che il costo degli interessi “puri” è impostato allo stesso livello.
La differenza nel TAEG/ISC segnala che, nell’offerta B, incidono di più costi accessori o condizioni economiche collegate al mutuo.
La domanda giusta non è solo “qual è il TAEG più basso”, ma anche “quali voci stanno facendo salire il TAEG/ISC”.
Per un confronto affidabile, controlla sempre:
Nel 2026 il contesto normativo europeo e nazionale continua a spingere verso maggiore trasparenza nella comunicazione del costo del credito, con regole e informative più chiare e standardizzate.
Per chi valuta un mutuo, l’effetto pratico resta lo stesso: capire bene che cosa misura il TAN e, soprattutto, da quali voci nasce il TAEG/ISC prima di confrontare le offerte.
Da ricordare:
Il TAN ti dice quanto costa il tasso.
Il TAEG/ISC ti dice quanto costa il mutuo nel complesso, includendo le spese obbligatorie.
Per scegliere con consapevolezza, confronta TAEG/ISC e leggi sempre le voci incluse nel calcolo.