⏰ In 30 secondi:
- La cartolarizzazione cede i crediti a una SPV, ma il contratto non cambia;
- Le banche cartolarizzano per ottenere liquidità immediata e cedere il rischio;
- Surroga e rinegoziazione restano possibili ma richiedono un iter più lungo.
La cartolarizzazione è la tecnica con cui la banca vende i crediti dei mutui a una società veicolo, che emette titoli sul mercato. Per chi ha un mutuo cartolarizzato le condizioni restano invariate. Vediamo come funziona, perché le banche la usano e cosa cambia per surroga e rinegoziazione.
⏰ In 30 secondi:
Il mutuo cartolarizzato è un mutuo i cui crediti sono stati ceduti dalla banca a un’altra società attraverso un’operazione chiamata cartolarizzazione. Per chi ha sottoscritto il finanziamento, però, le condizioni del contratto non cambiano: continua a pagare le rate alla stessa banca.
La cartolarizzazione (in inglese securitisation) è una tecnica finanziaria, regolata per legge, che consiste nella vendita dei crediti vantati dalla banca (come appunto i mutui) a una società chiamata società veicolo. In pratica, i crediti vengono trasformati in titoli, da cui il nome “cartolarizzazione”.
La banca incassa così subito la liquidità corrispondente al valore dei mutui ceduti, mentre il mutuatario continua a fare riferimento all’istituto con cui ha firmato il contratto di mutuo. In Italia l’operazione è disciplinata dalla legge 130 del 1999.
Trasformando i crediti in titoli negoziabili, l’istituto può smobilizzare in anticipo somme che altrimenti rientrerebbero solo con il pagamento delle rate, distribuito su molti anni. Per questo motivo, la cartolarizzazione è considerata una vera e propria fonte di liquidità per le banche, utilizzata sia nel settore privato sia in quello pubblico.
L’operazione coinvolge la banca, che cede i crediti, e la società veicolo, che li acquista. Il meccanismo si svolge per passaggi:
All’operazione partecipano più soggetti:
La società veicolo, in inglese special purpose vehicle (SPV), è una società specializzata che acquista i crediti delle banche. Dopo averli verificati, paga alla banca un corrispettivo pari al valore dei mutui e recupera il capitale rivendendo sul mercato i titoli emessi. In questo modo il rischio di insolvenza passa agli investitori che acquistano quei titoli.
I mutui sono finanziamenti remunerativi, ma hanno tempi di rientro molto lunghi: la banca recupera la somma prestata solo dopo molti anni. La cartolarizzazione permette di ottenere subito liquidità senza attendere la scadenza naturale del mutuo.
I principali vantaggi per la banca sono:
Disponendo di liquidità e cedendo parte del rischio, le banche possono inoltre offrire ai clienti condizioni di prestito più vantaggiose.
Le banche ricorrono alla cartolarizzazione sia per i mutui regolarmente in corso, allo scopo di liberare liquidità, sia per alleggerire il bilancio dai crediti deteriorati, quelli più difficili da recuperare. In entrambi i casi, l’obiettivo è migliorare i propri indici di solidità e rispettare i requisiti patrimoniali previsti dalle normative.
A livello contrattuale non cambia nulla. I termini del mutuo (durata, tasso d’interesse, eventuali accordi) restano quelli sottoscritti con la banca di origine, alla quale il mutuatario continua a pagare le rate. Sarà poi la banca a girarle alla società veicolo.
Il cliente viene di norma informato dell’avvenuta cartolarizzazione con una comunicazione scritta inviata dalla banca. Non esiste un obbligo di avviso preventivo: l’informazione arriva dopo l’operazione.
Si tratta di un’operazione del tutto legittima e trasparente. Il mutuatario non deve compiere alcuna formalità nei confronti della società veicolo: per il rimborso del finanziamento il suo unico interlocutore resta la banca con cui ha firmato il contratto.
La differenza più rilevante per il mutuatario riguarda la possibilità di modificare il mutuo. Surroga e rinegoziazione restano consentite per legge, ma diventano più complesse: i termini dell’accordo tra banca e società veicolo, come tasso e durata, non si possono cambiare liberamente.
Vale la pena ricordare la differenza tra le due operazioni: con la surroga del mutuo si trasferisce il mutuo a una nuova banca, mentre con la rinegoziazione del mutuo si modificano le condizioni con la banca di origine. Anche se il percorso può essere più lungo, la fattibilità di entrambe è confermata dalla convenzione firmata nel 2007 da ABI e Consiglio del Notariato, in riferimento alla legge 130/1999.
In pratica, chi desidera surrogare o rinegoziare un mutuo cartolarizzato deve comunque rivolgersi alla banca di origine, mettendo in conto un percorso più lungo e articolato. Resta invece sempre possibile l’estinzione anticipata del mutuo, alle condizioni previste dal contratto.
Anche in caso di mancato pagamento, il mutuatario mantiene tutti i diritti previsti dal contratto originario: clausole, garanzie, tassi e condizioni restano immutati. A gestire il recupero del credito può però intervenire un soggetto terzo, il servicer, incaricato dalla società veicolo.
Perché il nuovo titolare del credito possa agire, la cessione deve essere comunicata al debitore. È quindi utile conservare le comunicazioni ricevute e verificare a chi vanno indirizzati i pagamenti.
Che il tuo mutuo sia stato cartolarizzato o meno, surroga e rinegoziazione restano strumenti legittimi per ottenere condizioni migliori. Confrontare le offerte disponibili è il primo passo per capire quanto puoi risparmiare. Su vaxqenorli.pro puoi mettere a confronto gratuitamente le migliori offerte di mutuo surroga di numerose banche e richiedere un preventivo di surroga in pochi passaggi.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Crédit Agricole Italia | 3,30% | € 569,74 | 3,56% |
| Intesa Sanpaolo | 3,41% | € 575,35 | 3,59% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,50% | € 579,96 | 3,67% |
| BPER Banca | 3,65% | € 587,70 | 3,79% |
| Credem | 3,64% | € 587,18 | 3,83% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,62% | € 586,14 | 3,84% |
| BBVA | 3,79% | € 594,97 | 3,96% |
| CheBanca! | 3,94% | € 602,82 | 4,08% |
| UniCredit | 4,25% | € 619,23 | 4,44% |
| Banca Popolare Pugliese | 4,46% | € 630,49 | 4,55% |