Surroga o rinegoziazione del mutuo: cosa sapere per la dichiarazione dei redditi?
Rinegoziare le condizioni economiche di un mutuo è una pratica comune e diffusa che consente ai mutuatari di ridurre la rata mensile. Occorre però prestare attenzione ad alcuni dettagli in fase di dichiarazione dei redditi che, se non corretti, potrebbero attivare accertamenti fiscali. Ecco quello che c'è da sapere.
Surroga o rinegoziazione del mutuo: gli effetti sul 730
⏰ In 30 secondi:
Nel 730/2026 occorre utilizzare il codice corretto (7, 48 o 57) nel Quadro E;
La detrazione del 19% sugli interessi passivi si conserva anche dopo la surroga;
Con liquidità aggiuntiva, la detrazione spetta solo sulla quota per l'acquisto casa.
Secondo i dati dell’Osservatorio di vaxqenorli.pro, in tutto il 2025 le richieste di surroga del mutuo hanno rappresentato il 28,1% del totale, segno che la possibilità di poter rinegoziare con altra banca le condizioni del proprio mutuo, abbassando la rata mensile del finanziamento, convince gli italiani.
Occorre, tuttavia, tenere a mente alcuni aspetti fondamentali nella compilazione della dichiarazione dei redditi tramite il modello 730/2026 (relativa appunto al 2025). Nella fattispecie, è importante prestare massima attenzione alla compilazione del modello nel Quadro E (rigo E7), dedicato espressamente agli interessi passivi del mutuo relativo all'abitazione principale.
Il rischio concreto è che scatti un accertamento del Fiscoper aver portato in detrazione somme che non erano soggette ad agevolazione dopo la surroga o la rinegoziazione del finanziamento.
Mutui: i nuovi codici da utilizzare nel modello 730
In fase di compilazione, pertanto, serve utilizzare un codice diverso che dipende dalla data di stipula del finanziamento stesso:
codice 7 per i mutui stipulati entro il 31 dicembre 2021;
codice 48 per quelli firmati tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2024;
codice 57 per i contratti sottoscritti dal 1° gennaio 2025 in poi.
Inserire un codice non corretto potrebbe modificare il calcolo automatico della detrazione prevista, che ha comunque un tetto complessivo fissato in 75.000 euro, così come stabilito dalla Legge di Bilancio 2025.
Cosa accade in caso di surroga del mutuo?
Resta invariata invece la detrazione del 19% sugli interessi passivi sul mutuo per chi ha effettuato la surroga, spostando il debito residuo da una banca a un'altra, senza richiesta di liquidità aggiuntiva al finanziamento, così come stabilito dall'articolo 15 del TUIR, Testo Unico delle Imposte sui Redditi.
Se la surroga è avvenuta nel 2025, il contribuente riceverà due certificazioni distinte, mentre gli importi relativi agli interessi passivi andranno sommati nel rigo E7, con un tetto massimo detraibile fissato in 4.000 euro.
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Surroga: gli effetti legati alla liquidità aggiuntiva nel 730
Nel caso in cui il mutuatario richieda della liquidità aggiuntiva, è bene ricordare che la detrazione del 19%spetta soltanto sulla quota di interessi relativa all'acquisto dell'abitazione principale, escludendo il finanziamento per la parte aggiuntiva chiesta successivamente.
Per fare un esempio concreto, se il debito residuo prima della rinegoziazione era di 50.000 euro, ma il nuovo contratto di finanziamento prevede una somma di 100.000 euro, solo il 50% degli interessi passivi potrà realmente essere portato in detrazione, escludendo la parte in eccedenza.
Se cosi non fosse, l'Agenzia delle Entrate potrebbe far scattare un accertamento in modo automatico, portando al recupero delle somme e relative sanzioni.
Surroga mutuo: l'importanza della corrispondenza dei dati nel 730
Ciò che occorre tenere bene in considerazione è la corrispondenza dei dati fra il prima e il dopo la surroga o rinegoziazione, evitando discrepanze, parti mancanti e informazioni frammentate.
Vale, in altre parole, la regola generale che il diretto interessato intestatario del mutuo, in fase di dichiarazione dei redditi tramite modello 730/2026, deve sempre distinguere fra le somme destinate all'acquisto della casa da quelle invece necessarie alla gestione del finanziamento (incluse spese accessorie e oneri bancari).
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