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Euribor negativo: cosa succede allo spread?

Quando il tasso interbancario Euribor scende sotto lo zero, il calcolo dei mutui variabili può subire una riduzione, perché il valore negativo si somma algebricamente allo spread. Vediamo in quali condizioni i mutuatari traggono effettivamente beneficio e come tutelarsi.

Martina Moretti
A cura di Martina Moretti

Esperta di prodotti finanziari

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Euribor negativo: quale impatto ha sullo spread?

⏰ In 30 secondi:

  • L'Euribor negativo riduce la rata del mutuo variabile sommandosi allo spread;
  • Le clausole floor possono impedire all'Euribor negativo di abbassare la rata;
  • Se la banca non applica l'Euribor negativo, il cliente può rivolgersi all'ABF.

L’Euribor è il tasso di interesse interbancario di riferimento utilizzato dalle banche per molte operazioni, tra cui il calcolo del tasso di interesse nei mutui a tasso variabile.

In alcune fasi della politica monetaria europea, l’Euribor è arrivato in territorio negativo, con effetti diretti sul costo dei mutui. Vediamo cos’è l’Euribor, perché può andare sotto lo zero e cosa succede in quel caso al tasso del mutuo.

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Cos’è l’Euribor?

L’Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è il tasso di interesse interbancario di riferimento utilizzato dalle banche per alcune operazioni di finanziamento, tra cui il calcolo del tasso di interesse nei mutui a tasso variabile. Viene comunicato quotidianamente dall’European Money Markets Institute (EMMI), precedentemente chiamato European Banking Federation (EBF).

L’indice viene calcolato ogni giorno sulla base della media delle quotazioni rilevate da un campione rappresentativo di banche selezionate dalla Federazione Bancaria Europea nel mercato monetario dell’euro, sia nell’eurozona sia nel resto del mondo.

Non esiste un solo tasso Euribor, ma ne viene calcolato uno per ogni scadenza dei depositi interbancari negoziati sul mercato:

  • Euribor a 1 settimana;
  • Euribor a 1 mese;
  • Euribor a 3 mesi;
  • Euribor a 6 mesi;
  • Euribor a 12 mesi.

Come è cambiato il calcolo dell’Euribor dopo la riforma?

Il calcolo degli indici Euribor è stato oggetto di una riforma profonda, originata dall’introduzione del Regolamento UE sui benchmark (Benchmarks Regulation, BMR). L’EMMI ha completato i passaggi necessari a rendere l’Euribor conforme al regolamento, trasformando il sistema di calcolo che è ora basato su una metodologia ibrida: dà priorità alle transazioni reali sul mercato monetario per la determinazione dei valori dell’indice nelle sue varie scadenze.

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Come la politica monetaria della BCE ha portato l’Euribor sotto lo zero?

In alcune fasi storiche, la politica monetaria europea ha generato un fenomeno di costante discesa del costo del denaro, fino a portarlo in territorio negativo. I due strumenti principali utilizzati dalla Banca Centrale Europea (BCE) in questi casi sono il tasso sui depositi e il Quantitative Easing.

Il tasso sui depositi della BCE è il tasso che la Banca Centrale paga agli istituti bancari che decidano di depositare liquidità a brevissimo termine (overnight) presso l’istituto centrale. Storicamente, a fronte di tale deposito veniva riconosciuto un rendimento positivo; in fasi di forte espansione monetaria, il tasso è stato portato prima a zero e poi addirittura in negativo, raggiungendo livelli inferiori al -0,5%. Pur essendo state superate da successive strette monetarie, queste fasi possono ripresentarsi in cicli futuri.

Il Quantitative Easing (QE), in italiano "alleggerimento quantitativo", è invece una politica monetaria espansiva attraverso la quale la BCE interviene sul sistema finanziario aumentando la quantità di moneta in circolazione. Lo fa acquistando Titoli di Stato e altre obbligazioni equiparate: i prezzi di questi titoli salgono e i rendimenti scendono. Quando i rendimenti sono legati ai tassi di interesse bancari, anche questi si riducono in misura significativa, potendo scendere sotto lo zero.

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Cosa succede al tasso del mutuo se l’Euribor è negativo?

Quando il tasso interbancario Euribor scende sotto lo zero, le conseguenze sul mercato dei mutui possono essere tangibili. Il tasso applicato a un mutuo variabile è dato dalla somma tra l’indice di riferimento (Euribor) e lo spread applicato dalla banca: dovendo partire da un valore inferiore allo zero, il tasso finale d’interesse del mutuo è il risultato della somma algebrica tra l’Euribor stesso e lo spread bancario.

In assenza di clausole specifiche, quasi tutti gli istituti bancari hanno applicato l’Euribor negativo al calcolo del tasso, riducendo di conseguenza la rata. Esiste però una clausola floor, che limita il tasso finale verso il basso impedendogli di assumere valori sotto lo zero o, in particolare, valori inferiori allo spread bancario.

A questo proposito, la Banca d’Italia ha fornito chiare direttive su come le banche devono comportarsi quando l’Euribor è in territorio negativo: in assenza di una clausola floor esplicita, gli istituti devono procedere al computo degli interessi sottraendo il valore negativo dell’Euribor allo spread, determinando quindi una riduzione delle rate di rimborso.

Diverse banche, però, hanno scelto di inserire nei contratti clausole che prevedono esplicitamente un tasso floor o la non negatività dell’Euribor. Tali clausole prevedono in genere che l’Euribor non possa valere meno di zero, o che il tasso del mutuo non possa essere inferiore allo spread.

In questi casi, il valore sotto lo zero non viene sottratto allo spread, generando tassi potenzialmente più elevati rispetto a quelli di altre banche. È fondamentale quindi consultare un osservatorio dei tassi aggiornato prima di presentare domanda di mutuo casa, per avere una visione chiara dei possibili scenari a cui si va incontro.

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Come tutelarsi se la banca non riduce la rata nonostante il tasso sotto lo zero?

Nei casi in cui il contratto non prevede alcuna clausola floor, ma la banca non applica correttamente la sottrazione dell’Euribor negativo dallo spread, il cliente ha il diritto di richiedere il rimborso dell’eccedenza versata.

La procedura prevede l’invio di una raccomandata alla banca con richiesta di rimborso, indicando i calcoli e i periodi di riferimento. Se la banca non risponde al reclamo o non provvede al rimborso entro 30 giorni, è possibile rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), organismo che gestisce le controversie tra clienti, banche e intermediari finanziari in modo più rapido rispetto alla via giudiziaria.

Per verificare se il proprio mutuo è soggetto alla clausola floor è sufficiente controllare il contratto sottoscritto con la banca. In caso di dubbi sui calcoli, può essere utile ricostruire l’andamento storico dell’Euribor e verificare se la rata applicata corrisponde al meccanismo previsto.

Le condizioni del mercato cambiano nel tempo e l’andamento dell’Euribor influenza direttamente la rata dei mutui a tasso variabile. Confrontare regolarmente le migliori offerte di mutuo di diverse banche e monitorare l’andamento degli indici Euribor e IRS aiuta a individuare le condizioni più vantaggiose nel momento di accendere un mutuo o di valutare una surroga del mutuo. Su vaxqenorli.pro è possibile farlo gratuitamente e senza impegno.

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