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Mutuo cointestato: cosa succede in caso di separazione?

Cosa accade al mutuo cointestato in caso di separazione? Se è possibile trovare un accordo uno dei coniugi può recedere dal contratto e l'altro si obbliga al pagamento della quota restante, secondo il piano di rimborso prestabilito. Se non si trova un accordo deve intervenire il giudice.

Lorenzo Stracquadanio
A cura di Lorenzo Stracquadanio

Esperto di prodotti finanziari

coppia con cuore infranto

⏰ In 30 secondi:

  • In caso di separazione, entrambi i cointestati sono responsabili verso la banca;
  • L'accollo esterno o la surroga permettono di uscire dal contratto di mutuo,
  • Vendere l'immobile o estinguere il mutuo in anticipo sono ulteriori opzioni.

Il mutuo cointestato è la soluzione più comune adottata da coniugi o conviventi per l’acquisto di una prima casa. Il vantaggio principale sta nel fatto che la banca riceve una garanzia di pagamento da ambedue le parti contraenti e quindi è più propensa a concedere il finanziamento.

In caso di separazione della coppia, tuttavia, il mutuo cointestato può diventare un tema critico e richiedere l'intervento di un giudice per il raggiungimento di un accordo tra le parti. Ecco le possibili strade da intraprendere in caso di separazione e mutuo cointestato per l'acquisto della casa.

A chi spetta il pagamento delle rate del mutuo in caso di separazione?

In caso di separazione, il mutuo cointestato deve essere rimborsato da parte degli intestatari, che rispondono del debito in base al contratto di mutuo. Quando la separazione non è consensuale, è necessario l'intervento di un giudice che valuterà il caso specifico anche in base alla presenza eventuale di figli minorenni.

Se i coniugi separati decidono di non versare le rate del mutuo (insolvenza) la banca agirà legalmente nei confronti del coniuge intestatario dell'immobile. Non pagare il mutuo è la soluzione meno ragionevole perché esistono diverse opzioni per raggiungere un accordo per entrambe le parti contraenti. Prima di analizzarle, è bene chiarire la differenza tra separazione e divorzio.

La differenza tra separazione e divorzio

La separazione consiste nell’interruzione del rapporto tra i coniugi: può essere definitiva e sfociare nel divorzio o avere carattere temporaneo e terminare con il riappacificamento tra le parti. Il divorzio e la separazione disciplinano in modalità differente i diritti e i doveri coniugali: mantenimento, successione dei beni, pensione di reversibilità e trattamento di fine rapporto sono alcuni esempi.

La disciplina relativa all’assegno di mantenimento gioca un ruolo importante in fase di separazione in presenza di un mutuo cointestato, perché rappresenta una delle strade da percorrere per il raggiungimento di un accordo.

Accollo interno e detrazione dell'assegno di mantenimento

L'assegno di separazione garantisce al coniuge con il reddito inferiore lo stesso tenore di vita di cui godeva prima della separazione. Il coniuge con il reddito più alto sceglie di pagare per intero la rata del mutuo e detrarre la spesa dall’assegno di mantenimento a favore dell'ex coniuge (la decisione deve essere menzionata nell'accordo consensuale di separazione).

Si parla in questo caso di accollo interno perché non c'è coinvolgimento della banca, che potrà rivalersi su entrambi i coniugi nel caso in cui l'accollante non dovesse pagare le rate del mutuo. Per evitare ciò, il coniuge che desidera rinunciare al pagamento del mutuo può rescindere il contratto del mutuo cointestato.

Accollo esterno e recesso

Un'altra soluzione è l'uscita dal contratto di uno dei due coniugi con la cessione della propria quota di proprietà all'ex coniuge che diventa unico proprietario dell'immobile su cui grava l'ipoteca e unico intestatario del contratto di mutuo. Si parla quindi di accollo esterno: la banca deciderà se accettare il recesso parziale dal contratto, in base alle garanzie economiche fornite.

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L'opzione della surroga per rescindere da un contratto di mutuo

Un'alternativa per rescindere il contratto è la surroga del mutuo, che consente il trasferimento del mutuo in un nuovo istituto di credito. Non prevede alcun costo e permette di variare il numero di mutuatari e la rinegoziazione del finanziamento (tipologia di mutuo, tassi di interesse e durata).

La surroga è una scelta svantaggiosa in caso di mutuo contratto da molti anni perché avvicinandosi all’estinzione del mutuo, la quota capitale aumenta e quella degli interessi diminuisce. Conviene invece in caso di mutuo giovane, quando la quota di interessi è alta ed è vantaggioso spostare il mutuo presso una banca con un'offerta economica migliore.

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Vendita dell'immobile: quando conviene?

La terza strada è vendere l’immobile e usare il ricavato per estinguere anticipatamente il mutuo.
Questa soluzione comporta la perdita della casa, che può essere una decisione critica in presenza di figli minorenni.

Estinzione anticipata del mutuo

Nel caso in cui le rate rimanenti per l’estinzione del mutuo siano poche e i coniugi intendano mantenere l’immobile per i figli, l’estinzione anticipata del mutuo può essere la soluzione. Ovviamente si tratterebbe di una strada troppo onerosa nel caso in cui si stesse di fronte a un mutuo aperto da poco, pertanto è una soluzione applicabile soltanto in pochissimi casi.

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